Ora è troppo tardi – La terza classe scheletrica

A fine crescita, l’unico modo per recuperare una crescita eccessiva della mandibola è la chirurgia maxillo facciale.

Questa condizione è ereditaria e, ad oggi, non è possibile limitare la crescita della mandibola.

Per tutte le ossa piatte del volto, ad eccezione della mandibola, la crescita è di tipo membranoso, cioè il lavoro di crescita e di cambiamento di forma delle ossa è affidato ad una pellicola che avvolge l’osso, che aggiunge e toglie osso.

Questa pellicola si chiama periostio e si può influenzare (in parte) il suo comportamento.

Non succede così per una parte di mandibola che cresce per un meccanismo diverso.

La strategia da attuare nei pazienti che presentano una crescita mandibolare eccessiva dunque non può essere quella di limitare la crescita mandibolare, ma di estrinsecare al massimo il potenziale di crescita del mascellare superiore.

Tra le altre cose, il mascellare superiore è costituito da due parti, unite al centro da una sutura, una zona che si può sfruttare con l’espansore rapido del palato, in grado di allontanare le due parti, destra e sinistra, e di far crescere osso al centro.

Anche in questo caso, tuttavia, i risultati migliori si ottengono da piccoli per sfruttare le capacità dell’organismo durante la crescita.

Si chiama terapia ortodontica intercettiva.

Proprio su questo argomento, a maggio di quest’anno 2018 sono usciti i risultati di una ricerca scientifica durata 11 anni che ha seguito 230 pazienti sottoposti a terapia ortodontica intercettiva.

Tra i risultati, quello che ho trovato più interessante è che i pazienti con la crescita mandibolare eccessiva ottengono i benefici maggiori dall’ ortodonzia intercettiva.

Infatti gli Autori della ricerca, dell’università di Detroit, hanno documentato miglioramenti che arrivano quasi all’80% e questo riduce drasticamente la necessità di ricorrere alla chirurgia maxillo facciale.

Cosa succede se non si interviene?

E’ possibile prevedere, entro certi limiti, la crescita mandibolare e quindi agire in tempo. Questa previsione si può ottenere statisticamente dall’analisi cefalometrica (=misurazione della tele radiografia del cranio) e guardando il profilo di genitori, nonni e fratelli maggiori.

A fine crescita si può solo constatare, in questi casi, che la differenza tra mascellare superiore e mandibola è tale da richiedere un intervento di chirurgia maxillo facciale.

Per me è triste quando si perde la possibilità unica, che non tornerà mai più, di sfruttare la crescita. Ecco perché è importante, in questi casi in particolare, valutare un trattamento ortodontico anche con i denti da latte, perché l’obiettivo non è allineare denti che verranno persi, ma stimolare la crescita armonica delle ossa del volto!

Ecco come si può intervenire: con un espansore rapido del palato o con un trattamento funzionalizzante!

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