3 modi per ridurre i tempi con l’apparecchio FISSO (senza rinunciare al risultato)

Quanto tempo si tiene l’apparecchio fisso? Quanto dura il trattamento ortodontico? Si possono accelerare i tempi?

Sono tra le domande più frequenti che i pazienti mi fanno ogni giorno. La risposta non è generalizzabile. Per ogni situazione elaboro un piano di trattamento individuale e solo dopo aver studiato il caso posso stimare i tempi di trattamento.

Però esistono dei modi per velocizzare il trattamento con l’apparecchio, in particolare con l’apparecchio fisso.

Primo metodo: sfruttare l’ancoraggio scheletrico

L’apparecchio fisso ha un limite perché spinge i denti gli uni con altri.
Quindi nei movimenti difficili si attraversano più fasi in cui, per spostare pochi denti, tutti gli altri devono stare fermi per fare da appoggio solido. Affrontare un movimento alla volta richiede tempo perché occorrono più fasi.

Per superare questo limite, quando è possibile, si inseriscono piccoli impianti provvisori nell’osso, che servono da appoggio solido per spostare i denti tutti in insieme e risparmiare tempo.

Le mini-viti ortodontiche si utilizzano anche per rendere possibili movimenti “impossibili” come ad esempio per intrudere un molare, cioè “spingerlo” dentro l’osso, perché magari il suo dente “antagonista” manca da un po’ di tempo ed è estruso, cioè è uscito dall’osso.

Un altro caso in cui le mini-viti sono molto utili è per spostare indietro i molari e tutti gli altri denti, per esempio in una seconda classe. In questo caso è possibile evitare sia di estrarre denti, sia di dover subire gli effetti collaterali di apparecchiature ausiliare che spingono indietro i molari… ma in avanti gli incisivi.

Non fa male metterli (ci vogliono 30 secondi) né tenerli in bocca, sono facili da rimuovere e hanno un costo ridotto rispetto agli impianti per la protesi.

Secondo metodo: sfruttare il meccanismo di riparazione rapida dell’osso (Rapid Acceleratory Phenomenon)

Il secondo sistema per velocizzare il movimento dei denti è la piezo incisione, minuscole incisioni superficiali, di 4-5 millimetri sull’osso tra un dente e l’altro con uno strumento particolare ad ultrasuoni che preserva le cellule. Si fa in anestesia locale, non ha controindicazioni e quando svanisce l’anestesia non si sente dolore.

Funziona perché l’osso crede di aver subìto una frattura, e si attiva il meccanismo di riparazione rapida. Il metabolismo accelera e i denti si spostano quasi al doppio della velocità. L’effetto dura circa 4 mesi, ma se viene scelto in modo intelligente il momento in cui farlo, si può risparmiare più tempo.

Terzo metodo: aumentare il metabolismo cellulare

Il terzo sistema è un dispositivo da mordere per 10 minuti al giorno che vibra ad una certa frequenza e attiva tutte le cellule velocizzando il metabolismo. Il limite principale è il costo, perché è un dispositivo giovane e al momento i risultati delle ricerche scientifiche sono contrastanti. Ci sono studi che confermano la sua efficacia e altri che la mettono in dubbio.

Consigli importanti

Un altro fattore importante è la tua collaborazione. Denti puliti, attenzione ai cibi duri che staccano le piastrine, segui le indicazioni del dentista e non saltare le visite.

Ma le cose più importanti per non perdere tempo sono: una diagnosi fatta bene e un piano di trattamento, una strategia studiata in modo intelligente che ti porti al miglior risultato in tempi accettabili e un professionista competente e attento ai dettagli.

Se vuoi sapere per quanto tempo dovresti portare l’apparecchio, prenota una visita

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Papà di Sergio e Rafael. Aiuto le persone a ritrovare il loro sorriso, sfruttando la tecnologia degli apparecchi ortodontici.

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