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Come funziona l’apparecchio fisso (in dettaglio)

Vuoi sapere quanto potrebbe durare un trattamento con l’apparecchio fisso nel tuo caso?

Come funziona l’apparecchio fisso?

L’apparecchio fisso funziona grazie all’interazione tra l’arco ortodontico ed i brackets (le stelline).

Partiamo dall’arco.

Quando viene deformato per seguire l’andamento dei denti storti, lui tende a tornare come prima, come una molla che spinge leggermente i denti. Ma se ci fosse solo l’arco, il risultato sarebbe un disastro infatti vedi la differenza tra i denti allineati sull’arco e un’arcata ideale. Per esempio il canino è più spesso di un incisivo laterale e le superfici vestibolari, cioè quelle esterne non devono stare sulla stessa linea.

Il compito di colmare il divario tra l’arco (che è bello regolare) e i denti (che non lo sono affatto) e di determinare la posizione finale precisa è affidato ai brackets, alle piastrine. Ma come fa una cosa così piccola a controllare la posizione di ogni singolo dente?

Facciamo un salto indietro e immaginiamo di dover progettare un apparecchio fisso da zero.
Ci servono da 2 cose: una dentatura ideale, perfetta, e un arco.
Adesso ci basta disegnare i brackets come se fossero un collegamento che tiene questi due elementi in posizione: una estremità si incolla ai denti, l’altra si incastra con l’arco. Così quando i singoli brackets vengono montati su denti storti, l’elasticità dell’arco che torna dritto si porta dietro i denti fino a portarli in questa posizione. E la parte più importante in tutto questo è lo slot, cioè la fessura che ospita l’arco.

La dentatura ideale

Nella dentatura ideale tutti gli slot sono perfettamente allineati e io posso inserire l’arco più grande senza deformarlo ed è quello che succede nelle fasi finali di ogni trattamento ortodontico. Infatti è proprio la disposizione dello slot rispetto ad ogni dente che controlla la posizione finale, e ogni piastrina ha una diversa posizione, unica per ogni dente. Per esempio se guardo dal lato, vedo che i denti hanno inclinazioni diverse, che sono importanti anche per mantenere bene le radici nell’osso.

Se guardo dal davanti tutti gli slot sono orizzontali nell’arcata ideale, ma sono gli assi dei denti ad avere una diversa inclinazione. Infatti qui è indicato l’asse del dente ma non è perpendicolare allo slot, anzi forma un piccolo angolo che si traduce in una lieve inclinazione di questo incisivo laterale.

L’apparecchio fisso esiste in diverse “varianti” o prescrizioni

La posizione in gradi e millimetri dello slot rispetto ad ogni dente è la famosa prescrizione dell’apparecchio e ce ne sono tante perché gli studiosi non sono tutti d’accordo su come debba essere l’arcata ideale, cioè quanto deve essere inclinato un incisivo laterale o quanto devono essere chiusi o aperti i canini. Questo non solo per l’estetica del sorriso ma anche per l’occlusione, cioè come ingranano le arcate e come interagiscono in relazione alle articolazioni temporo mandibolari o ai muscoli masticatori… o alla postura.

Ecco perché l’ortodonzia è appassionante ed il motivo per cui noi dentisti studiamo in continuazione e perché quando tu vuoi mettere l’apparecchio ti prescriviamo le radiografie, facciamo le foto, le impronte, ecc: è anche per capire quale prescrizione si avvicina di più alla tua situazione.

Come interagisce l’arco con gli attacchi?

Ricordiamoci che per prima cosa si deve preservare la salute dei denti e delle gengive e quindi si devono usare forze leggere e graduali. Ecco perché all’inizio si usano archi sottili che hanno tanto gioco e mano a mano che i denti si spostano e gli slot si allineano, posso inserire archi sempre più grandi, fino a riempire tutto lo spazio e annullare il gioco. A questo punto ho esaurito la prescrizione dell’apparecchio. Non si muove più niente.

La fase di rifinitura (prima di togliere l’apparecchio fisso)

Finito il trattamento? Quasi. Se ci pensi, adesso sai anche perché l’ultima fase con l’apparecchio fisso è quella delle pieghe di rifinitura cioè il dentista modifica l’arco, lo piega. Perché? Perchè il tuo apparecchio è progettato su una bocca ideale, che non esiste e sarà sempre diversa da quella di ognuno di noi e anche l’arco ha una forma ideale, che non coinciderà mai con la struttura scheletrica di ogni paziente.

E infatti è nella fase di rifinitura che si vede quanto è bravo il dentista che hai scelto: non tanto come manualità nel fare bene le pieghe ma come studio della tua situazione specifica in relazione alla perfetta conoscenza della prescrizione che ha scelto per te.

E tutto questo avviene mentre sei seduto qui alla poltrona, io sto piegando il tuo arco e ci raccontiamo cosa ci è successo nel mese che è trascorso dall’ultimo appuntamento. E anche questa è la cosa bella del mio lavoro.

 

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