E’ nelle difficoltà che troviamo le più grandi soddisfazioni.
Per l’ultima puntata di questa stagione voglio portarvi indietro nel tempo, ai primi giorni della mia carriera ortodontica. Sto per raccontarvi di un caso che ha segnato profondamente i miei primi passi in questa affascinante professione.
Il Contesto:
Il contesto di questo racconto ci riporta alle terze classi e ai morsi incrociati nei pazienti adulti.
Sfide comuni che emergono quando la crescita della mandibola non viene gestita adeguatamente durante la fase di crescita. Questo caso particolare, affrontato quasi all’inizio del mio percorso, è rimasto impresso nella mia memoria come un punto di svolta, perché davvero questo caso mi ha permesso di applicare la teoria in modo non standardizzato, essendo un caso poco comune.
Non solo, ho sentito dentro di me che stavo finalmente dando un senso alle notti ed alle domeniche passate nel reparto di Ortodonzia all’università, migliorando la vita di una persona.
Un Paziente Speciale
Il paziente presentava una terza classe con un morso incrociato, una situazione che richiede spesso un intervento precoce per evitare complicazioni future. La sua particolarità risiedeva nel fatto che questo caso è stato affrontato all’inizio della mia carriera, dimostrandomi ancora una volta l’importanza di intervenire in modo preventivo, soprattutto con le terze classi e i morsi incrociati. Quindi la necessità di imparare a comunicare meglio, per spiegare bene ai genitori di questi piccoli pazienti quanto sia importante un intervento tempestivo.
Decisione Coraggiosa: Ortodonzia vs. Chirurgia
Molte volte, quando si tratta di terze classi, alcuni colleghi preferiscono suggerire interventi chirurgici anziché la correzione ortodontica. Nei casi in cui il paziente non se la sente, tuttavia, occorre trovare un modo per migliorare la situazione.
Il Caso Specifico: Incisivi Inferiori Spinti in Avanti
Il paziente presentava incisivi inferiori spinti in avanti, con uno che aveva addirittura “mangiato” l’incisivo superiore. La complessità del caso ha richiesto un impegno particolare da parte mia e del paziente e, come spesso accade, nelle difficoltà si creano legami speciali ed una fiducia reciproca che è molto gratificante.
Strategia di Trattamento:
La decisione coraggiosa di intraprendere la strada ortodontica ha iniziato con l’uso di un apparecchio fisso, utilizzando attacchi self-ligating, una scelta innovativa all’epoca. L’apparato Bracco è diventato parte integrante del piano di trattamento, contribuendo all’efficace correzione del morso incrociato. Un apparecchio scomodo da portare e da inserire nella vita quotidiana, ma il paziente è stato molto collaborativo e questo a tutto vantaggio del suo trattamento.
Fasi del Trattamento: Dalla Spaziatura alla Correzione
Il trattamento ha coinvolto l’estrazione del primo molare inferiore sinistro per creare spazio e creare simmetria (unico “primo molare” rimasto in bocca) l’utilizzo di mollettine posizionate strategicamente su un arco rotondo e l’impiego delle anse a “T” posteriori per facilitare il movimento dei molari.
Coinvolgimento del Paziente e Successo del Trattamento
Il paziente è stato coinvolto attivamente nel trattamento, indossando l’Apparato Bracco di notte e durante il giorno per contribuire al mantenimento delle arcate aperte. Dopo 36 mesi intensi, il successo del trattamento è diventato tangibile, con un sorriso trasformato e un paziente estremamente soddisfatto.
Conclusioni e Invito
Guardando indietro, potrei considerare alcune differenze nelle tecniche utilizzate, ma il cuore di questo caso rimane intatto. È la storia di un viaggio ortodontico, un percorso di dedizione, impegno e felicità condivisa. Grazie per aver condiviso con me questa storia di successo, un caso che rimarrà indelebile nella mia memoria professionale.
Se decidi di intraprendere un percorso ortodontico con me, vorrei che ci incontrassimo con lo stesso spirito che ha contraddistinto questo viaggio. Non mancheranno le difficoltà, ma saranno ripagate dalla soddisfazione finale! Parliamone. Chiama Arianna (tel 0115805965) e vieni a trovarmi in studio a Torino.

Papà di Sergio e Rafael. Aiuto le persone a ritrovare il loro sorriso, sfruttando la tecnologia degli apparecchi ortodontici.